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Visualizzazione dei post con l'etichetta gentilezza

Comunicare la sanità pubblica

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  Intervento al convegno del 12 giugno 2024  UP DATES IN AUTOIMMUNITÀ, ALLERGOLOGIA E IMMUNOLOGIA CLINICA 2024   Il mio compito oggi è di parlare di comunicazione e di sanità pubblica . E alla fine, così vi dico subito quale è il finale, vi parlerò di valori. Di valore e di valori. E di quanto sia importante per la nostra pratica professionale, di gruppo e di singoli professionisti, affrontare questo tema.  Giornate come questa sono l’occasione per fermarci e riflettere sul senso di quello che facciamo, che è una cosa che facciamo troppo poco. Poco nella nostra pratica lavorativa e anche nella nostra vita, a parte qualcuno di noi che se riesce a farlo ha una fortuna immensa. Tutti noi ogni giorno siamo immersi in una corsa continua, a risolvere problemi urgenti, sempre più urgenti , spesso senza mai alzare lo sguardo. E senza mai guardarci dall’alto rispetto a quello che facciamo, in modo da guardare indietro e soprattutto avanti. A dove vogliamo arrivare e se...

Etica e deontologia nella comunicazione

di Massimo Brunetti e Michela Giannetti*    Vogliamo iniziare partendo dal titolo di questo corso “La qualità nella relazione di cura” e dalla relazione di oggi in cui parleremo di etica e deontologia nella comunicazione.   Lo faremo affrontando il tema dei valori e di come questi possano diventare uno strumento che usiamo tutti i giorni nelle nostre attività di cura. Valori che diventano elementi essenziali della qualità del “prendere cura” .    Sappiamo che il nostro compito come professionisti è quello di prenderci cura di chi ci chiede aiuto, per risolvere un problema legato alla salute e al benessere delle persone e dei loro caregiver. Ma cosa accade spesso alle nostre vite di operatori? Che ci occupiamo molto della parte assistenziale, perdendo di vista l’importanza della parte relazionale di questo prenderci cura.   E questo è un aspetto centrale, perché, come in tutte le professioni, uno degli elementi chiave della relazione è la f...

La ri(e)voluzione della gentilezza

Oggi 25 novembre siamo qui ricordare la giornata contro la violenza delle donne . Come tutte le cose della vita è un fenomeno complesso, non basta ricordarcene un giorno solo all’anno, come non basta colorare una panchina di un parco. Quello che abbiamo visto in questi giorni sono delle esplosioni, delle grida di dolore che non possiamo non vedere. Che hanno un prima e un dopo, su chi resta di quelle famiglie. Sono dei diritti negati. Una possibile chiave di lettura di questo fenomeno è il tema della gentilezza . Dell'avere una società gentile, organizzazioni gentili. In cui i bisogni delle persone diventano diritti. Cosa significa essere gentili e come fare per arrivare ad avere una società gentile? Bisogna essere ri(e)voluzionari , mettere in campo delle rivoluzioni gentili. La differenza sta in questa vocale, protetta dalle parentesi tonde che ci piace pensare anch’esse gentili, che sono le “e” delle emozioni. Parlare di emozioni , per i non addetti ai lavori, significa i...

Caporetto Management - La gentilezza per trasformare una crisi in opportunità

Questo bellissimo libro di Antonio Iannamorelli racconta la storia di una crisi e di come questa possa diventare una opportunità di cambiamento. Con la gentilezza di una persona, e poi di una organizzazione. È il racconto di due uomini, Cadorna e Diaz, i due comandanti dell’esercito italiano nella Prima Guerra Mondiale: il primo in sella fino a Caporetto, il secondo da quel momento in poi. Diaz vinse la guerra con pazienza, pacatezza e capacità di comunicazione, senza quasi mai attaccare. Un vincitore dolce, un nudge si direbbe oggi. Una persona pacata che arrivava dalla prima linea, saltando gerarchie e anzianità, capace di colmare con la collegialità la forza del singolo. Cadorna pensava di vincere la guerra con la forza e l’imposizione, con condizioni di vita per i soldati insopportabili, sfiancati dai continui attacchi senza un senso e dalla disciplina punitiva. Con lui il comando era piramidale e non collegiale, non venivano socializzate le decisioni e non venivano valorizzate...